NEWSLETTER 056

21 novembre 2017

 

Carissimi,

anche in quest’ultimo periodo si sono susseguiti diversi importanti avvenimenti, e comunque la situazione politica e quella più generale - è estremamente dinamica, sia localmente sia nel mondo, il che provoca nelle persone una certa insicurezza e preoccupazione per il futuro. Per quanto riguarda l’Italia va sottolineato, che siamo testimoni di una crescita economica lenta, ma piuttosto costante, che ci sta portando verso una graduale uscita da una delle crisi economiche più pesanti. Rimangono certo ancora alcune questioni irrisolte e criticità significative, tra le quali vorrei citare la disoccupazione e l’aumento delle povertà. Per vincerle sono necessari ulteriori provvedimenti più efficaci rispetto al passato.

Finalmente abbiamo una nuova legge elettorale. In merito a questo argomento sono state spese tante parole negli ultimi mesi e la discussione prosegue ancora, visto che il testo licenziato è un po' complesso e delinea un sistema proporzionale - maggioritario, con collegi uninominali e plurinominali. Malgrado alcune perplessità, va ribadito che la legge è il frutto di un accordo tra partiti, quindi rappresenta un compromesso inevitabile tra i diversi punti di vista. È certamente positivo il fatto che non si andrà a votare con il “Consultellum”, ma con una legge omogenea per la Camera e per il Senato. Un ulteriore elemento positivo è rappresentato dal nuovo sistema che prevede la possibilità di coalizioni, il che è auspicabile nelle condizioni attuali. Per quanto riguarda invece la comunità nazionale slovena, vorrei ricordare che il “Rosatellum” offre una risposta parziale alle aspettative della comunità stessa in merito alla rappresentanza agevolata, perché nella delimitazione dei collegi si dovrà tenere conto di quanto prescritto all’articolo 26 della legge di tutela. Resta il fatto che l’elezione di uno sloveno dipenderà  dallo spessore del candidato stesso e dalle reali garanzie che ci verranno date da parte del Partito Democratico. Se ne è parlato in particolare nel recente incontro della rappresentanza della componente slovena con il segretario Renzi. Molto dipenderà dai trend politici in genere e anche dal risultato elettorale del PD. L’ultima prova in Sicilia non è di buon auspicio, quindi il partito dovrebbe cambiare rotta, in particolare rispetto alle alleanze di centro sinistra. Senza di esse il PD è condannato alla sconfitta, ma ciò porterebbe conseguenze negative per il Paese. La situazione rimane tuttora molto incerta, anche se i tentativi di dialogo portati avanti il questa fase da Fassino indicano qualche apertura in alcune componenti del centrosinistra. Nonostante gli sforzi ed un approccio di Renzi molto diverso rispetto al passato, permangono a sinistra  perplessità se non proprio contrarietà ad eventuali accordi con il PD. Questo vale soprattutto per MDP, cioè quelli che hanno lasciato il PD ed ora si contrappongono anche personalmente a Renzi. Abbiamo ancora pochissimo tempo per capire che si tratta di perseguire un unico obiettivo comune e cioè fare di tutto per impedire una sconfitta elettorale del centro sinistra. Lo stesso ragionamento vale per le prossime elezioni regionali; anche qui, a fronte di una ricomposizione del centro destra, rischiamo di perdere il governo della Regione.

Nelle amministrazioni locali è molto evidente la differenza trale due opzioni politiche, quella di sinistra e quella di destra; ciò si nota in modo particolare nel Comune di Trieste, dove il centrodestra di Dipiazza si sta comportando in maniera inaccettabile. Mi limito ad elencare qualche fatto: alcune dichiarazioni incredibili dei consiglieri comunali di maggioranza, la contrarietà ad aprire un asilo nido sloveno, l’intenzione di intitolare una via ad Almirante,  la gestione del fenomeno immigrati improntata ad atteggiamenti razzisti. Ne potrei elencare ancora... tutto questo conferma che non è indifferente per chi si vota, oppure se non ci si reca alle urne. Infatti, l'astensione premia la destra! Comprendo che gli elettori sono talvolta stanchi e delusi, ma a mio parere non è una ragione sufficiente per non andare a votare. La soluzione ai tanti problemi che attanagliano i cittadini non va ricercata nemmeno nelle promesse populiste, come si può vedere nelle amministrazioni poco efficaci in cui governano gli eletti del M5S.

Malgrado tutto, credo che il centro sinistra - con il ruolo decisivo del PD quale partner più importante - abbia fatto molto, sia nel FVG sia a livello nazionale. L’elenco dei provvedimenti e degli interventi fatti sarebbe troppo lungo, ma avremo tempo fino alle prossime elezioni per analizzare i risultati raggiunti. Vorrei solo accennare che sono state approvate riforme significative, imprescindibili per la crescita della società, che invece le maggioranze precedenti non avevano affrontato per mancanza di coraggio e responsabilità. Sappiamo infatti che le riforme non possono accontentare tutti e quindi provocano sempre dei malcontenti. Tutti vogliamo i cambiamenti, ma essi dovrebbero iniziare dagli altri. Questo vale anche per la minoranza slovena che già da molti anni parla di cambiamenti necessari; ogni volta che si cerca di introdurre concretamente qualche novità, si sbatte contro un muro e contro una valanga di critiche.

Le prossime settimane saranno decisive rispetto a molte questioni, per cui ritornerò sui temi accennati.

Un saluto cordiale

Tamara

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