NEWSLETTER 054

 

6 luglio 2017

 

Cari lettori!

Continuano a susseguirsi avvenimenti, che influiscono in modo significativo sulla nostra vita quotidiana.  Non c’è giorno che non ci raggiunga qualche tragica notizia di un attacco terroristico, di vittime nel Mediterraneo, di catastrofi naturali ed altre, di pericolosi giochi  con le armi nucleari… e l'elenco potrebbe continuare.  Ma non ci sono neppure notizie edificanti sulla situazione politica in Italia, né altrove in Europa e nel mondo. Perciò anche eventi positivi di minore portata ci rallegrano più del dovuto: così è successo con la vittoria di Macron in Francia, con   la limitata vittoria della May in Gran Bretagna, oppure le notizie in merito al diffuso impegno per accelerare il processo di allargamento dell’UE alla Serbia, Macedonia e al Montenegro.

Dopo la “debacle” dell’ultima proposta di legge elettorale e il deludente risultato delle amministrative, la situazione politica italiana si presenta complessivamente in stato confusionale; l’unica cosa certa sembra essere la consapevolezza  che non ci dovrebbero essere  elezioni anticipate, il che è un bene per il Paese  e per il governo Gentiloni. Ciò gli permetterà di portare a buon fine alcuni provvedimenti importanti e di predisporre una buona legge finanziaria. Anche il Parlamento avrebbe così il tempo necessario per approvare in modo definitivo alcune leggi, per le quali c'è una grande attesa. Vorrei elencarne alcune: lo ius soli (cittadinanza italiana ai figli di immigrati, nati in Italia), il testamento biologico, la legge contro la tortura ed altre ancora. Si tratta di leggi di grande valenza civica, che   determinano   il grado di civiltà di ogni società. Nel frattempo il Partito Democratico è chiamato a chiarire le proprie posizioni sulla nuova legge elettorale, il che è ovviamente strettamente legato al tema delle future alleanze; su questo versante non è possibile continuare a cambiare ogni giorno opinione, come sta facendo il segretario. Il PD dovrà inoltre fare delle proposte concrete sui singoli argomenti per iniziare a comporre le linee programmatiche con alcuni obiettivi irrinunciabili: il rafforzamento del ruolo dell’Europa ed il cambiamento delle sue linee economiche, il superamento delle diseguaglianze, la lotta alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Ovviamente ce ne sono tanti altri… Le ultime elezioni amministrative - come pure le elezioni precedenti e il referendum costituzionale -  hanno evidenziato una grave perdita di voti, anche in territori dove il Partito era molto radicato. Ed inoltre non riusciamo più ad essere il soggetto di riferimento per molteplici soggetti della  società. Se Renzi vuole vincere, deve necessariamente cambiare strada: c'è  bisogno di un'azione unitaria del partito, di maggiore ascolto dei soggetti esterni, che stanno esprimendo in buona fede critiche e perplessità e soprattutto dobbiamo allargare il nostro campo di riferimento. Dall'ultima assemblea dei circoli sembra che non si vada in questa direzione.  D'altra parte nemmeno dall'iniziativa di Pisapia sono arrivate proposte concrete per il futuro del Paese.

Nonostante alcune critiche, credo che in questo mandato siano stati raggiunti alcuni risultati eccellenti, partendo da una gestione efficace dei flussi migratori, cosa di significativa portata rispetto alla situazione di emergenza degli ultimi anni,  che non sembra comunque affievolirsi. Sono state approvate leggi importanti nel sociale come ad es. la riforma del terzo settore, la legge “dopo di noi”,  le unioni civili , e poi ancora  provvedimenti a beneficio di ceti deboli, ad es. il reddito di cittadinanza.  Da segnalare inoltre alcuni provvedimenti in materia di giustizia e di lotta contro la mafia. Il governo ha destinato notevoli risorse al mondo  della scuola,che ha avuto in questa legislatura due importanti riforme.  Ci sono stati – è vero -  anche interventi non condivisi e  contestati, tra i quali l’introduzione di vari bonus e la riduzione generalizzata delle tasse. Ma la valutazione complessiva, considerando il fatto che la situazione economica è tutt'ora difficile  e che siamo sottoposti a rigide regole europee ,  è comunque positiva. Indirizziamo pertanto il nostro impegno affinchè  questa  legislatura finisca con un bilancio positivo e con   una nuova legge elettorale.

Dalle ultime elezioni amministrative sono emerse molte criticità, sia a livello nazionale che quello locale. Tra queste vorrei citare le novità n merito al voto sloveno, che sta diventando sempre meno ideologico ed anche non più legato esclusivamente all'appartenenza etnica.  Sarà perciò necessario approfondire questo aspetto e  l’indebolimento dei  partiti, tradizionalmente votati dagli Sloveni,  soprattutto del Partito Democratico.  L'analisi va fatta anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e di un'eventuale rivisitazione della legge elettorale. La possibilità di eleggere un rappresentante sloveno a Roma si è ulteriormente ridotta, visto che è sfumata la proposta del  c.d. collegio Bratina.  Siamo chiamati perciò a ripensare alcune posizioni, ma anche ad impegnarci al fine di non deludere le tante aspettative degli elettori sloveni.

Cordiali saluti

Tamara

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